Castellabate

VIENI CU MICO A CASTELLABATE

Vi portiamo con noi in un paese unico nel suo genere!


Andiamo a Castellabate. Questo caratteristico paese, situato nel nostro Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed Alburni, ha conservato nei secoli la struttura architettonica medievale fatta di case intercomunicanti tutte raggruppate intorno al castello situato sulla sommità del monte. L’importanza di questa fortificazione, iniziata nel 1123 la si può capire anche dall’origine del suo nome “Castrum Abbatis” ovvero Castello dell’abate.

Questo paese pur non essendo situato geograficamente sulla costa, molti lo conoscono per la sua località balneare nelle sue frazioni più conosciute come Santa Maria, San Marco e Ogliastro Marina.

Le sue origini risalgono all’epoca longobarda per poi passare a quella normanna. Quando quest’ultimi giunsero in questo territorio, i monaci benedettini dell’Abazia di Cava de’Tirreni intrapresero importanti opere di bonifica rendendo queste terre più fertili.

Successivamente con le incursioni dei Saraceni, l’Abate Costabile Gentilcore, persona di spicco dal punto di vista religioso e politico, ordinò la costruzione della fortezza nella parte collinare e poi lo sviluppo successivo di tutto il borgo intorno ad essa. Grazie alla sicurezza della sua fortezza e il porto strategico il paese divenne una delle più ricche e importanti baronie del Cilento.

Tra i luoghi di interesse storico, oltre al borgo, abbiamo appunto il Castello dell’Abate fatto edificare dallo stesso abate Costabile Gentilcore.

La sua struttura ricorda quella delle fortificazioni medievali con mura merlate perimetrali e quattro torri angolari. All’interno un dedalo di vie, vicoli in pietra viva e passaggi strettissimi i quali, posti al di sotto delle abitazioni, servivano per consentire la fuga della popolazione verso la zona costiera in caso di incursioni nemiche. Il panorama che si apre dal castello è qualcosa di unico e mostra tutta la bellezza dell’intero Golfo.

La figura dell’Abate Gentilcore è assolutamente fondamentale per la nascita e lo sviluppo di questo paese.

Divenuto poi Santo è stato proclamato patrono del borgo cilentano, festeggiato e celebrato il 17 febbraio.

Ricordato come una persona dal carattere umile e mite, il Santo guida, durante la sua vita, i monaci della sua abazia ad uno stile di vita esemplare con infinita dolcezza, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “operimentum fratrum” (“coperta” dei fratelli).
Il culto del Santo, molto sentito dalla popolazione crebbe nel tempo in seguito alle sue apparizioni, come gli interventi prodigiosi con cui portò in salvo le navi dell’abazia, da diventare poi protettore dei marinai della Badia di Cava.

L’Abate cilentano viene spesso rappresentato con i classici abiti religiosi, in testa il tipico copricapo simbolo di santità, nella mano destra regge il pastorale e nella sinistra un edificio in ricordo della costruzione del borgo, con un giglio che simboleggia la purezza della vita condotta dal Santo.

Altra ricorrenza che vede la sua celebrazione è il 16 ottobre perchè si vuole ricordare la protezione per il suo popolo durante l’epidemia di colera del 1884. La commemorazione riguarda processioni, preghiere e il coinvolgimento di tutta la popolazione con riti solenni che riguardano investono il centro storico.

Da ricordare sono anche i noti Mercatini di Natale che si svolgono nell’antico borgo nel periodo delle feste.

E’ un momento magico, che vuole regalare quel calore che solo il Natale sa donare, come un momento di ricongiungimento con le famiglie e un momento di bellezza per i bambini che vivono questo periodo da sogno. Le stradine del borgo vengono addobbate con meravigliosi giochi di luce e dove è possibile trovare degli stand di oggettistica e prodotti gastronomici del territorio, il tutto allietati da canti e atmosfere uniche che solo il Natale sa donare.

Visitiamo il nostro Cilento e viviamolo


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