Novi Velia

VIENI CU MICO A NOVI VELIA

Andiamo alla scoperta di un borgo unico, che conserva la sua storia intatta.


Novi Velia, dal nome latino Novus (Nuovo) e Velia per ricordare il celebre sito archeologico di Elea, è un paese di origine medievale e si trova nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni, ai piedi del Monte Gelbison, monte Sacro e sede dei uno dei santuari mariani più importanti del Sud Italia posto a 1700 m di altezza.


Gode di una posizione strategica e grazie a questo ha ricoperto un ruolo fondamentale dal punto di vista storico, ne sono una testimonianza le numerose chiese, palazzi antichi e la famosa torre quadrata che si erge nella parte alta del borgo.

Fu un importante centro feudale longobardo e successivamente una Signoria a comando dei Normanni. Divenne poi sede baronale ospitando nobili e famiglie ecclesiastiche diventando anche residenza vescovile fino al 1872.

Il borgo si sviluppa sulla parte alta della città dove possiamo trovare tre siti di notevole interesse: l’ex Chiesa di San Giorgio, l’Abbazia dei Celestini e la Torre Medievale.


La Chiesa di San Giorgio risale al XII secolo ed è stata costruita dai Padri Basiliani in fuga da Bisanzio, conserva lo stile bizantino con degli affreschi del XVI secolo e un massiccio portone ligneo.


Dall’altro lato troviamo l’Abbazia dei Padri Celestini, nata come dimora baronale ma poi ceduta ai religiosi dal Barone Marzano nei primi anni dell’Ottocento. Il plesso conserva la struttura delle antiche strutture monastiche con celle, un chiostro e un cortile interno. Ben visibile è la torre campanaria in stile romanico.

Inoltre attraversando Piazza del Seggio dove possiamo trovare anche il castello Baronale, ora residenza privata, si può giungere alla Torre Medievale. La Torre presenta una base quadrata, costruita nel XI secolo dai Longobardi e fu danneggiata durante la guerra tra Carlo d’Angiò e Pietro III, poi ricostruita da Guglielmo Marzano, Signore di Novi. Presentava quattro livelli, tra cui tre ancora esistenti. Fungeva sia da avvistamento per la Via del Sale che da carcere.

Alzando gli occhi non si può non notare la montagna sacra, il Monte Gelbison dove si trova il Santuario della Madonna del Sacro Monte di Novi Velia. Sito religioso noto già del XVI secolo, si pensa che sia nato dalle rovine di un tempio pagano dei Saraceni infatti il nome Gelbison deriva dall’arabo “monte dell’idolo”, poi nel corso dei secoli sotto il dominio longobardo nasce il santuario cristiano. La chiesa principale è a tre navate divise da colonne in pietra e la volta decorata con affreschi.


Per raggiungere la vetta dove è situato il santuario mariano si possono seguire sentieri secolari noti anche come sentieri dei pellegrini. Lungo il cammino possiamo trovare la sorgente di Fiumefreddo dove si racconta dell’apparizione della Madonna e le maioliche che raffigurano la Via Crucis. Tradizionali sono i pellegrinaggi con dei cesti votivi noti anche come “cente”, fatti con ceri in dono alla Vergine. Il santuario è visitabile per una finestra temporale che va da aprile/maggio fino a ottobre.

In questo fantastico borgo molte sono gli eventi che prendono vita durante l’anno, sia a carattere religioso che gastronomico-tradizionale.
Da ricordare è sicuramente la festività del Santo Patrono del paese, San Nicola che si festeggia il 17 agosto e dove tutta la comunità si riunisce per celebrarlo.

Ma inoltre vogliamo anche mezionare due eventi sicuramente caratteristici e assolutamente da prenderne parte. Il primo è la Sagra della Mozzarella ‘nda Murtedda. Tipico formaggio a pasta filata a forma piatta e allungata fatta di latte vaccino e avvolta nelle foglie di mirto, in modo da assicurarne sapori ed odori unici. Questa sagra si tiene nel mese di agosto presso il giardino dell’ex Covento dei Celestini.

Il secondo evento riguarda il Festival degli Antichi Suoni, ispirato dai pellegrinaggi e dai canti devozionali secolari per la Madonna del Sacro Monte.

Il Festival dura tre giorni nell’ultimo fine settimana di agosto in pieno centro storico. Tutto il paese si trasforma in un enorme palcoscenico dove strumenti musicali come zampogne, organetti, ciaramelle si esibiscono con decine di concerti. Diventa anche scenario di confronto tra canti devozionali di tre aree geografiche diverse unendo anche le zone del Pollino e del Vesuviano. Il tutto allietato da stand gastronomici con prodotti assolutamente tipici e locali.

Viviamo e conosciamo il nostro territorio!


A presto


Il Vero Cilento